Sono sempre più convinta che la felicità sia alla portata di tutti.
Anche se sembriamo essere circondati da persone infelici, insoddisfatte, disilluse.
Mi domando se sia possibile essere disillusi a poco più di vent'anni? No, non voglio crederci. Non si può, i vent'anni sono l'età dei sogni, delle speranze, del "celapossofare", del "splendeungrandesolesudime"! Abbiamo tutta una vita per lagnarci di ciò che non ci soddisfa, cominciare prima degli anta mi sembra un po' troppo precoce.
Eppure accade, spesso.
Allora ho fatto una riflessione. Ho pensato ad amici e conoscenti, alle loro storie, alla mia storia. Ho capito che gli infelici non sono per forza coloro che hanno avuto gravi lutti, hanno subito immense perdite, hanno visto portare via madre, padre, fratelli, abitazione. No, gli infelici sono coloro che non sanno scorgere il lato bello delle cose, sono coloro che pensano negativo, che non provano la bellezza di fidarsi degli altri, che si autocostringono a vivere entro una spirale di pessimismo che non li può condurre da nessuna parte, se non forse da un buono psicologo, sempre che riescano ad ammettere che le cose, con un aiuto, possono cambiare e che la felicità, sì, ne sono davvero convinta, è alla portata di tutti.
La mia amica T. ha perso sua mamma due anni fa, all'improvviso e precocemente. T. avrebbe avuto tutte le ragioni di questo mondo per lamentarsi di ogni cosa, per lagnarsi, per essere pessimista e vivere i mesi successivi nella disperazione. T. ha scelto l'altra via, ha scelto di aggrapparsi alle relazioni che aveva. Qualcuno non ha saputo esserle vicino in quel momento, qualcuno l'ha delusa, ma T. non si è lasciata abbattere e si è attaccata alla vita, ha continuato le sue attività, si è laureata con il massimo dei voti, ha coltivato altre amicizie, ha saputo aprirsi agli altri e gli altri lo hanno recepito. Così T. ora è felice, certo sua mamma le mancherà tutta la vita, certo non è facile, certo capita di essere tristi, ma T. non si è lasciata trasportare dagli eventi, ha provato lei a dare un corso, una direzione alla sua vita. Ed ora T. è pure fidanzata, e ha un sorriso da qui a lì!
La mia amica M. invece è da più di un anno che corre dietro ad un uomo impegnato. Ed è più di un anno che sta da cani. Eppure continua ad aspettare che l'uomo si liberi dalla precedente relazione e stia solo con lei. M. ha scelto di vivere così, aspettando la decisione di un uomo (che deciderà mai?!), dipendendo totalmente da quest'uomo. M. è più di un anno che si lamenta con me per le stesse cose. "Lui non fa questo". "Lui non può stare con me come e quando vorrei". "Lui non sceglie". "Lui non può darmi quello che voglio". M. soffre davvero tanto, non credo di averla mai vista serena in tutti questi mesi. Eppure M. avrebbe potuto, almeno per un po' di amor proprio, troncare questa relazione mesi fa; avrebbe sofferto, certo, ma si sarebbe riappropriata della sua vita. M. ha scelto di vivere questa sofferenza, l'ha scelto lei, nessuno glielo ha imposto. Ha liberamente deciso di aspettare quest'uomo e ha messo in attesa anche la sua vita, perché lei in quest'ultimo anno avrà anche sostenuto gli esami universitari, ma ha vissuto sospesa, sempre in bilico, in un limbo in cui non le è permesso essere felice. E vi dirò di più: M. si è talmente abituata a vivere in questa disperazione giornaliera da non riuscire a liberarsene e da non riuscire più a godersi nulla. Ormai il suo dolore è la sua sicurezza, per questo non è in grado di uscirne. Ha paura di ciò che può esserci oltre il lago delle sue lacrime.
Ci sono tante M. a questo mondo, che soffrono per la loro infelicità, senza rendersi conto che si è sempre in tempo per cambiare la propria vita, che si è sempre in tempo per dare un taglio al dolore e scegliere di essere felici.
Perché la felicità è una scelta e spetta a noi decidere se vogliamo continuare a vivere tristemente o se possiamo provare ad essere felici!
E allora basta vedere solo nero, basta autocommiserarsi, basta piagnistei. Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro!
Shake up the happiness!
